Quasi tutti quelli che ci chiamano perché «la stufa consuma più dell'anno scorso» non hanno una stufa rotta. Hanno una stufa sporca dentro, in un punto che dal davanti non si vede.
Quella che fai tu, e va benissimo così
La pulizia di tutti i giorni è tua, ed è giusto che lo sia: svuotare il braciere dalla cenere e dagli incrostati, passare il cassetto della cenere, tenere pulito il vetro. Fatta con regolarità cambia già molto, perché un braciere sporco fa bruciare male il pellet fin dal primo minuto.
Se hai la spazzola per lo scambiatore, quella levetta che si tira avanti e indietro, usala: serve proprio a smuovere il deposito senza aprire niente.
Quella che non puoi fare, e non è una questione di bravura
Il tagliando annuale è un altro lavoro: si apre la stufa. Dentro c'è il percorso che i fumi fanno prima di uscire, e in quel percorso si deposita uno strato che la spazzola dal davanti non raggiunge. Finché è sottile non te ne accorgi; quando è spesso, la stufa deve bruciare di più per darti lo stesso calore.
In un tagliando fatto bene si puliscono lo scambiatore e i condotti interni, si aspirano il serbatoio e la coclea (dove si accumula la segatura che sta in fondo ai sacchi), si controllano guarnizioni, ventole e sensori, si verifica la tenuta dello scarico dei fumi e alla fine si regola di nuovo la combustione, perché dopo la pulizia la stufa non brucia più come prima.
C'è anche una parte che non è pulizia: guardare cosa sta per cedere. Una guarnizione schiacciata o una ventola che comincia a fare rumore si vedono adesso e si sostituiscono con calma. La stessa cosa scoperta a gennaio è una stufa spenta con la casa fredda.
Il pellet: quello che compri conta più di quanto pensi
Due sacchi allo stesso prezzo possono comportarsi in modo molto diverso. Un pellet scadente lascia più cenere e più incrostazioni, quindi sporca prima il braciere, prima lo scambiatore e prima la canna fumaria: alla fine dell'inverno la differenza si vede in quante volte hai dovuto pulire.
Sul sacco guarda la certificazione e l'essenza, tienilo in un posto asciutto e non comprarne una scorta enorme di un tipo che non hai mai provato. Se cambi marca e noti che il vetro si sporca più in fretta, non è un'impressione.
Qui da noi: Le seconde case sul lago sono il caso che vediamo più spesso: una stufa accesa dieci fine settimana l'anno sembra nuova, e invece i mesi di fermo e l'umidità fanno danni loro. Usata poco non vuol dire pulita.
Quando farla
Prima di accendere, quindi fra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. Non è una regola nostra: è che una stufa pulita a settembre entra nell'inverno pronta, mentre a novembre siamo tutti sommersi e la data che ti tocca è quella che c'è.
Siamo Henri Agnero e ci occupiamo di stufe e camini a pellet e a legna su Sesto Calende, Somma Lombardo, Arona, Angera, Gallarate, Borgomanero e le province di Varese e Novara. Se è ora del tagliando, scrivici su WhatsApp o chiamaci al 351 701 1415.